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Esercizi isometrici: cosa sono e come farli per tenersi in forma

By on 31 May 2019 in Lifestyle

Gli esercizi isometrici consistono in una particolare ginnastica in cui si possono tendere i muscoli senza effettuare alcun movimento e/o ripetizione. In pratica, tali esercizi possono essere realizzati grazie soltanto al peso del corpo. Inoltre, possono rappresentare un’alternativa all’allenamento dinamico e migliorare la prestazione del fisico. Grazie a tali esercizi è possibile infatti sottoporre tutti o una parte dei muscoli ad una certa tensione.

La ginnastica isometrica è nata durante la prima guerra mondiale grazie ad un’intuizione di Alexander Zass, che durante la sua prigionia iniziò ad allenarsi tirandosi e spingendosi alle sbarre della propria cella. Grazie a questo allenamento, Zass si rese conto che il suo corpo cominciò lentamente ad avere dei benefici. Terminato il conflitto bellico, l’ideatore di tale disciplina iniziò a promuovere questa attività fisica mediante corsi per corrispondenza.

Pro e contro degli esercizi isometrici

Come tutti gli esercizi fisici, anche gli esercizi isometrici hanno dei pro e dei contro. I vantaggi principali sono tre:

  1. Rafforzamento dei muscoli e della loro resistenza;
  2. Miglioramento della circolazione del sangue;
  3. Rafforzamento posturale.

Inoltre questi esercizi possono essere svolti per individuare i soffi cardiaci e affrontare cicli di riabilitazione fisico-medici.

La loro esecuzione avviene a corpo libero, per cui non vi è necessità di utilizzare particolari attrezzature e si possono effettuare ovunque. In pratica, è necessario rimanere in una posizione determinata contraendo alcuni o tutti i muscoli contro una parete, il pavimento o una qualsiasi superficie rigida. Per il fatto di stimolare la muscolatura, dopo una serie di tali esercizi conviene effettuare anche qualche esercizio di allungamento e di stretching. Prima di intraprendere la ginnastica isometrica conviene peraltro praticare un allenamento dinamico preventivo affinché i muscoli si abituino a questo tipo di esercizi.

Fra gli svantaggi va detto che gli esercizi isometrici non sono adatti a chi soffre di particolari infiammazioni articolari, soprattutto alla schiena. Inoltre possono affaticare il sistema nervoso centrale. Sono inoltre sconsigliati a chi soffre di pressione alta e a chi preferisce allenamenti più dinamici. Possono influire in modo negativo sulla coordinazione motoria e ridurre elasticità e capacità di rilasciamento delle fibre muscolari.

Tipi di esercizi isometrici

Vi sono diversi tipi di esercizi isometrici, che variano a seconda degli obiettivi da raggiungere e/o degli strumenti di impiego. Ci sono dunque quelli senza sovraccarichi, i più semplici, e quelli con sovraccarichi, ovvero pesi e zavorre. Vi sono poi quelli in cui si prevede una spinta massimale contro una resistenza (muro, pavimento, eccetera) e l’isometria totale, ovvero quando si è costretti a mantenere una posizione finché non è più possibile restare fermi. Alcuni esercizi alternano pause statiche nel corso di un allenamento con i pesi al fine di migliorare la contrazione muscolare.

I più comuni esercizi isometrici servono a migliorare singolarmente la tonicità dei muscoli di braccia, addominali, glutei e polpacci. I più noti sono il plank e lo squat e loro varianti. Vi sono poi gli esercizi isometrici di cedimento e di superamento. Infine ci sono gli esercizi che puntano a far lavorare tutta la forza muscolare del corpo.

Apparecchi per facilitare le scelta degli esercizi isometrici

Fra i numerosi apparecchi in commercio per facilitarsi nella scelta degli esercizi isometrici più adeguati per il proprio benessere fisico vi è Activ5, uno strumento smart per il fitness. Possiede una app collegata che grazie ad un sistema di sensori consente di tracciare i miglioramenti raggiunti dopo una serie di esercizi. L’apparecchio è inoltre dotato di una coaching app che mette a disposizione oltre cento allenamenti con cui ci si può esercitare.

muffa in casa

Risolvere il problema dell’umidità in casa

By on 30 May 2019 in Lifestyle

L’umidità in casa è generalmente riconducibile a quattro cause. La prima è quando si forma la condensa, ovvero la creazione di vapore acqueo su diverse superfici o internamente alla muratura nelle parti fredde dell’appartamento in coincidenza dei cosiddetti ponti termici strutturali e non, ovvero quelle zone in cui c’è scambio di calore con l’esterno. È soprattutto il caso dei muri perimetrali. La condensa provoca macchie e muffe superficiali sulle pareti con conseguenti problemi igienico-sanitari.

In genere, per risolvere questo tipo di umidità si utilizzano spray e/o solventi a base acquosa con azione igienizzante e detergente, oppure intonaci e/o pitture specifiche deumidificanti. La soluzione più efficace è il cappotto termico esterno, ovvero un rivestimento delle facciate con elementi isolanti, fissati e incollati alle pareti con tasselli. Altre soluzioni prevedono l’impiego di teli protettivi e traspiranti, molto utili nel caso dei tetti. La realizzazione di impianti di ventilazione meccanica controllata consente il filtraggio e il ricambio dell’aria al fine di mantenere costante la temperatura dell’ambiente domestico. Infine, l’utilizzo di deumidificatori portatili consente di areare e ridurre la concentrazione dell’umidità all’interno della casa.

La seconda tipologia di umidità è quella definita di risalita, ovvero la risalita di acqua dal terreno che è assorbita dalle pareti dello stabile. Questo fenomeno avviene tipicamente nelle cantine e nei locali interrati. A tale proposito, per risolvere il problema vi sono quattro possibilità. La prima consiste nel realizzare il cosiddetto vespaio areato, ovvero un’intercapedine orizzontale in grado di preservare il pavimento dalle risalite di umidità. In alternativa, si può costruire una contro-parete che funge da chiusura alle pareti di fondazione. Una terza via prevede l’applicazione di una barriera chimica di resine impermeabili, in genere congiuntamente all’installazione dell’intercapedine orizzontale. La quarta soluzione prevede la deumidificazione elettrofisica grazie ad apparecchi che generano impulsi elettromagnetici per contrastare la risalita dell’acqua.

La terza tipologia di umidità dipende dalle infiltrazioni di acqua in seguito alla presenza di acqua piovana o a tubi di fognatura rotti. In tal caso, per eliminare le perdite è necessario apportare opere murarie, riparare le tubazioni rotte, impermeabilizzare le pareti ed effettuare gli opportuni drenaggi. Solo dopo tali operazioni si può agire sulle parti umide.

Il quarto genere di umidità può dipendere dal fatto che l’acqua contenuta nel materiale edile utilizzato per la realizzazione della costruzione non è stata fatta evaporare in modo corretto. Questo fenomeno avviene in genere nel periodo invernale o in caso di piogge consistenti. È comunque una situazione che riguarda lo stabile quando si inizia ad utilizzarlo. Per consentire all’umidità di evaporare conviene areare l’ambiente periodicamente oppure utilizzare gli opportuni deumidificatori.

Riconoscere il giusto livello di umidità in casa

In definitiva, appare decisamente utile conoscere, definire e stabilizzare il giusto livello di umidità in un ambiente domestico al fine di creare un clima adeguato in tutte le stagioni dell’anno. Per fare questo vi sono numerosi apparecchi in grado di misurare ed adeguare il giusto livello di umidità domestica. Fra i tanti dispositivi in commercio l’umidificatore ad ultrasuoni U350 di Boneco soddisfa le varie esigenze di umidificazione dell’aria.

Tale apparecchio può essere ubicato ovunque, può essere riempito di acqua dall’alto ed è controllato mediante display a LED. Grazie alla modalità automatica può umidificare l’aria della stanza in cui è posto ad un’umidità ottimale e impostabile del 50%. Oltre a ristorare l’ambiente, è possibile aggiungervi oli essenziali per profumare l’ambiente domestico a seconda delle proprie esigenze.

pop-corn

Come funziona la macchina per pop corn

By on 29 May 2019 in Lifestyle

La macchina per popcorn è un elettrodomestico in grado di riscaldare i chicchi di mais fino ad una temperatura tale da farli scoppiettare e trasformarli, appunto, nei classici popcorn. Ci sono diversi metodi per far riscaldare i chicchi di mais: il semplice calore, l’acqua, l’olio o particolari miscele a seconda della tipologia di apparecchio.

Esistono in commercio diversi tipi di apparecchi e la scelta dipende essenzialmente da due fattori: la quantità di popcorn che si intende ottenere ed il budget di spesa. A tale proposito, il costo è estremamente variabile perché parte da alcune decine di euro fino ad oltre 1.000 euro per gli apparecchi più professionali. In generale, il prezzo varia a seconda di diversi fattori fra i quali prevalgono il processo di produzione e la forma finale del popcorn realizzato, se a farfalla o a fungo. Le varietà del popcorn differiscono in base a dimensione, consistenza, aromatizzazione e gusto.

In definitiva i fattori decisivi nell’acquisto di una macchina per popcorn sono: l’ingombro, la modalità, la velocità e la quantità di cottura, la praticità di pulizia, la durata dell’apparecchio, il basso consumo energetico, la marca ed il prezzo.

Tipologie di macchine per pop corn

Le tipologie di apparecchi in commercio sono quattro: microonde, aria calda, con piano cottura e con olio. La macchina a microonde è costituita da un contenitore da riempire di chicchi di mais e da inserire in un forno a microonde. A temperature piuttosto calde e dopo un periodo abbastanza breve (2-4 minuti), i chicchi esplodono trasformandosi in popcorn. Le porzioni variano a seconda delle dimensioni del contenitore.

L’apparecchio ad aria calda si basa su un metodo di ventilazione all’interno del contenitore e garantisce una cottura veloce e completa. La macchina cuoce i chicchi di mais e li espelle in una coppa di raccolta. Il tipo di cottura viene ritenuto più sano e genuino rispetto a quello a microonde.

L’apparecchio con piano cottura è simile alle macchine da popcorn reperibili nelle sale cinematografiche. In tal caso si imposta la temperatura in modo tale che la cottura dei chicchi di mais non sacrifichi fragranza e gusto. Realizzata in acciaio inox, questa macchina ha un sistema di pulizia piuttosto impegnativo.

L’apparecchio per popcorn con olio prevede l’aggiunta di olio alla miscela di cottura dei chicchi di mais. Con questo sistema, che comunque consiste nell’aggiungere soltanto qualche cucchiaio di olio (talvolta il dispositivo consente anche l’inserimento del burro), è possibile realizzare popcorn appiccicosi in grado di trattenere altri condimenti come cioccolato e spezie.

Quale macchina per pop corn scegliere?

La varietà dei modelli in commercio di tali tipologie di macchine può influire sulla scelta e l’acquisto dell’apparecchio più adatto alle abitudini ed esigenze alimentari. In genere, per evitare calorie superflue e grassi in eccesso, è preferibile propendere per le macchine ad aria calda, che hanno in genere un ingombro minimo, un design accattivante e sono più pratici da pulire.

Fra le marche presenti con tali tipi di macchine è possibile citare il Pop Corn Popper XL di Ariete, che prepara delizioso popcorn caldo in meno di due minuti. Il metodo di cottura ad aria calda consente di preparare fragranti e leggeri popcorn ideali per uno snack naturale e senza grassi. L’apparecchio non è ingombrante e pesa solo 1,3 kg, inoltre la capacità del cestello è di 700 grammi. Il cestello è antiaderente e dotato di pala mescolatrice.

mountain bike

I percorsi in mountain bike

By on 28 May 2019 in Lifestyle

Il nostro Paese offre alcuni dei migliori percorsi ciclabili d’Europa. Ciò dipende dal fatto che in Italia sono presenti circa 18 mila chilometri di strade e vie ciclabili, poco meno della metà presente in tutto il continente europeo.

Le regole principali per un cicloturista sono fondamentalmente tre. La prima è la pianificazione del percorso, in modo da prepararsi al meglio alla tipologia di paesaggio e percorso da affrontare. Una volta definito ciò va scelta la bicicletta con cui effettuare tale percorso. La terza regola riguarda l’acquisto dell’equipaggiamento adeguato per affrontare il percorso.

La mountain bike è uno dei mezzi a due ruote preferiti per affrontare i percorsi più tortuosi ed astiosi, ma estremamente flessibile anche per le escursioni più svariate. Come detto, la ricchezza di percorsi presenti in Italia consente una vasta scelta di opzioni anche a seconda del loro grado di difficoltà.

Percorsi migliori da girare in mountain bike

Esistono diverse classifiche dei migliori percorsi presenti in Italia da girare in mountain bike. Grazie alle proprie specificità geografiche e morfologiche, ogni regione è ricca di piste da affrontare con questi mezzi a due ruote.

In base ad una graduatoria realizzata nello Stivale, esistono almeno 100 percorsi, di cui un terzo concentrato in Lombardia. Sono ricche di percorsi anche le regioni alpine come Trentino -Alto Adige, Friuli – Venezia Giulia, Piemonte e Veneto.

Scendendo lungo gli Appennini, si possono citare la Liguria, l’Emilia – Romagna, la Toscana, l’Umbria e le Marche, grazie alla conformazione geo-morfologica di tali regioni, la ricchezza di paesaggi anche lacustri consente un’offerta di piste ciclabili sempre interessanti, anche se meno tortuose rispetto a quelle del nord.

Fra le regioni del sud spiccano l’interno di Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. Sono suggestivi i percorsi presenti lungo alcune coste che cadono a picco sul mare. Gli esempi non mancano sia sul fronte tirrenico che su quello adriatico. Panorami mozzafiato, anche se poco conosciuti, li offrono i percorsi presenti in Calabria, Sicilia e Sardegna, dove non si possono dimenticare anche vie ciclabili presenti in alcuni isolotti che circondano le due più note isole italiane. In alcuni casi, il grado di difficoltà di tali percorsi appare più tortuoso di quelli appenninici perché sono situati in zone altamente boscose e ricche di verde.

Scegliere la giusta mountain bike

Ecco perché la scelta della giusta mountain bike è un fattore fondamentale per affrontare tali percorsi. Ma fra le attrezzature da dotarsi non deve mancare un apparecchio in grado di filmare la propria escursione. In proposito, Xplova propone X5 Evo, che può trasformare il filmato di ogni corsa in video personalizzati e condivisibili. Grazie all’interfaccia intuitiva e semplice di questa action cam è possibile aggiungere grafici e misurazioni particolari per evidenziare l’andamento di ogni percorso.

Questa videocamera ha la caratteristica di essere grandangolare e si attiva in modo automatico sia per registrare i momenti più importanti del percorso che per registrare parametri importanti, come per esempio la frequenza cardiaca o la velocità, inoltre è in grado di comunicare al biker se si superano i valori impostati. Consente di avvertire quando si raggiungono gli smart sign come la cima di una montagna o altri punti di interesse. Fra le altre caratteristiche peculiari di X5 Evo vi è il download, la pianificazione dei percorsi e la progettazione dei piani di formazione. Non mancano revisione e condivisione dei dati sulle attività.

gatto

I giusti giochi per gatti

By on 27 May 2019 in Lifestyle

Il gatto può apparire un animale domestico dallo stile di vita apparentemente solitario e sedentario, ma ha anche uno spirito predatore e cacciatore. Per mantenere viva questa indole è necessario pertanto trovare i giusti giochi per gatti affinché il felino possa restare allenato. A tale proposito esistono in commercio un’infinità di trovate. L’amante del bricolage può invece dedicare il proprio tempo a realizzare da sé i vari giochini con cui far divertire il suo gatto.

Categorie di giochi per i gatti

Come detto, le soluzioni per ravvivare le giornate di un gatto domestico sono molteplici. Si possono distinguere i giochi antistress, quelli che servono per tenere il cervello in allenamento, e quelli che puntano a rafforzare il legame con il proprio padrone. L’obiettivo è lo stesso, ovvero il beneficio e la spensieratezza del micio.

Esiste un’altra classificazione dei giochi giusti per gatti. Vi sono quelli educativi, dove il felino si impegna in modo proattivo e senza l’intervento di altri animali o del padrone. In tal caso gli oggetti con cui il gatto si trova a che fare possono essere animati e/o inanimati e inducono il micio a ragionare. In questa tipologia di giochi rientrano i pupazzetti, i topolini di stoffa o le semplici palline di carta o sempre di stoffa. Movimento e tipico spirito predatorio sono assicurati.

Un’altra categoria di giochi è costituita dal cosiddetto complesso di erbe che fanno vivere al gatto particolari esperienze sensoriali. È il caso dell’erba gatta, detta anche catnip, sostanza presente in alcuni giocattoli che induce il felino a rotolarsi o a lottare con esso grazie all’eccitazione indotta da tale materiale. Talvolta, per qualche gatto è sufficiente anche un semplice rametto o un oggetto tondo a fare lo stesso effetto eccitante.

Un’altra specie di giochi da non trascurare è quella che spingano al movimento e alla ricerca. Fra questi si possono citare le scatole di cartone, tiragraffi, parchi giochi, tubi fruscianti, semplici nascondigli reali e/o virtuali che inducano il gatto ad esplorare gli spazi domestici e a “cacciare” la preda.

Giochi per gatti innovativi

Naturalmente, per evitare che il gioco annoi il felino è necessario alternarlo. Come i bambini, anche i gatti tendono infatti a scordare i propri giochi dopo un certo periodo di tempo. Per altro verso, i felini hanno una memoria visiva eccezionale e costruiscono una mappa esatta dell’ambiente domestico in cui vivono. E questo è un particolare importante da tenere a mente quando si devono alternare ogni due-tre giorni i giochi in modo che possano apparire agli occhi del gatto nuovi o, perlomeno, semi nuovi.

Fra i giochi decisamente più innovativi vi sono quelli interattivi sensoriali e altamente tecnologici. Sono giochi a batteria che tendono ad accentuare lo spirito del gioco e della caccia del gatto.

È il caso di Pawbo Catch, un gioco interattivo con controllo da remoto per intrattenere e divertire il proprio micio. Il gioco è attivabile con un semplice click e tende ad esercitare la mente e ad attivare le capacità intuitive del gatto. È possibile osservare il felino mentre gioca e si diverte con Pawbo Catch attraverso la Pawbo Life app, se utilizzata insieme a Pawbo+.

siepi da giardino

Guida alla cura delle siepi da giardino

By on 26 May 2019 in Lifestyle

Le siepi da giardino necessitano di molte cure. Oltre a come e quando piantare la siepe, fasi importanti per la sua durata, le cure principali per ottenere una siepe sempre a posto sono la concimazione, l’irrigazione e l’annaffiamento, il trattamento degli scarti, il giusto nutrimento, la pacciamatura del terreno, la legatura dei rami durante i periodi di freddo e soprattutto la potatura, che conferisce alla siepe la sua forma e alleggerisce la pianta dai rami secchi.

Potatura della siepe: tutto quello che devi sapere

La potatura ed il taglio di una siepe dipendono dai tipi di siepi esistenti. Per esempio, il ligustro o il caprifoglio richiedono di essere tagliati più volte nell’arco di un anno. Per siepi di tasso è sufficiente una potatura all’anno, mentre per piante che crescono velocemente sono necessari tagli periodici e costanti. In generale, le siepi a fogliame debbono essere potate nel periodo estivo ed autunnale, le conifere in primavera ed estate.

In ogni modo, se eseguite con modalità e tempistiche corrette, le potature consentono di evitare la comparsa di parti secche e di buchi. Il taglio va effettuato a forma di trapezio in modo che la luce arrivi sull’intera superficie della siepe. Ciò significa che la base della pianta deve essere più larga della parte superiore.

Strumenti utili

Per effettuare il taglio di una siepe è possibile agire con interventi a mano con l’utilizzo di forbici e cesoie, che permettono tagli puliti. Per chi preferisce agire in modo più profondo e con altrettanta precisione è possibile utilizzare il tagliasiepi, mentre l’intervento della motosega avviene quando i diametri dei rami sono diventati troppo grossi e risulta così necessario intervenire in modo più drastico per la pulizia della siepe.

Nel caso del tagliasiepi, l’apparecchio va tenuto sempre a due mani affinché possa essere avviato e mantenuto correttamente in funzione. Le lame devono essere infatti leggermente inclinate rispetto ai rami da tagliare. Per facilitarne l’uso, oggigiorno i tagliasiepi elettrici con cavo sono stati sostituiti da tagliasiepi molto più leggeri, ergonomici ed alimentati a batteria agli ioni di litio.

I modelli in commercio sono dotati di caratteristiche necessarie per affrontare senza problemi la potatura di qualsiasi tipo di siepe grazie alla presenza di lame in acciaio e componenti di qualità che assicurano un taglio netto e preciso e consentono l’utilizzo della macchina anche per periodi prolungati. Alcuni apparecchi sono dotati anche di sistemi antivibranti che garantiscono grande comfort all’operatore.

Fra i modelli più performanti vi è il tagliasiepi Wolf-Garten 72V LI-ION POWER 55H, che dispone di un manico regolabile in altezza, assicurando grossa maneggevolezza al taglio. Grazie alla batteria ultra leggera, il prodotto risulta poco pesante non provocando così grosso affaticamento durante l’utilizzo prolungato. Il tagliasiepi dispone di una rotazione della lama a 180°, garantendo così un taglio preciso e accurato.

Wolf-Garten ha equipaggiato i propri prodotti con una batteria a 72V, con cui garantisce prestazioni durature senza l’utilizzo di alcun cavo d’alimentazione. La batteria è utilizzabile con qualsiasi prodotto della gamma, ed è protetta da un sistema di raffreddamento e ventilazione che ne previene il surriscaldamento.

Skateboard elettrico: come si guida?

By on 24 May 2019 in Lifestyle

Sfrecciare in città non è mai stato così veloce come con lo skateboard elettrico: questo è uno dei mezzi più innovativi per muoversi rapidamente in grandi città metropolitane dominate dal traffico di macchine e mezzi pubblici. Grazie a questo strumento si possono percorrere distanze maggiori con minor sforzo e nel totale rispetto dell’ambiente: ne consegue che, attraverso lo sviluppo di queste nuove tecnologie si sta virando verso la creazione di una nuova rete di mobilità sostenibile ed eco-friendly.

Skateboard o hoverboard?

Va precisato che lo skateboard elettrico non è un hoverboard, ma si tratta proprio dell’evoluzione della tavola tradizionale nato in California negli anni 60 per permettere, in un primo momento, ai surfisti di allenare l’equilibrio senza il mare mosso. Nonostante lo scopo iniziale, lo skateboard, simbolo della cultura underground, è diventato fin da subito un mezzo di tendenza tra i ragazzi più giovani per poi allargarsi ad un pubblico sempre più ampio.

La variante elettrica si compone di una tavola – in legno, plastica o carbonio – su cui appoggiare i piedi e 4 ruote: le 2 ruote posteriori sono dotate di motore per poter far avanzare la tavola mentre sulle 2 ruote anteriori sono posizionati dei sensori regolatori della velocità. Nonostante lo sviluppo di materiali più leggeri e dinamici come il carbonio, il materiale più utilizzato per la tavola è il legno, come negli skateboard tradizionali mentre sono alimentati da batterie al litio, come tutti i mezzi di nuova generazione. Possiamo distinguere diversi tipi di skateboard elettrico sulla base di alcune caratteristiche quali:

  • Dimensioni della tavola: questo ci permette di distinguere tra Longboard – tavola lunga, adatto ai principianti – e Pennyboard, le cui dimensioni ridotte lo rendono agevole per i bambini e per gli adulti più esperti
  • Velocità: è un mezzo che può viaggiare a velocità che vanno dai 10 ai 35 km/h;
  • Autonomia: a seconda della qualità della batteria, lo skateboard elettrico può percorrere fino a 25 km; una volta esaurita la carica, torna a funzionare come il modello tradizionale. La batteria si ricarica in circa 2-3 ore;
  • Movimento: si può muovere in salita, discesa e su strade cittadine o terreni più sconnessi.

guidare uno skateboard elettrico

Generalmente, usare questo tipo di mezzo è piuttosto semplice grazie dal momento che si tratta di un dispositivo autobilanciato. Tuttavia, per farlo in totale sicurezza – propria e di chi ci sta intorno – serve un pò di pratica: in un primo momento è consigliabile fare movimenti ridotti per imparare a stare in equilibrio sulla tavola ed è preferibile indossare protezioni (casco, ginocchiere, gomitiere) per la propria incolumità. Una volta imparate le basi, possiamo controllare il mezzo grazie ad un telecomando in grado di accelerare, frenare e controllare la velocità.

Lo skateboard elettrico Elwing è l’ideale per percorrere il tragitto casa-lavoro o casa-università con rapidità grazie alla modalità city dotata di 15 km di autonomia, così da evitare il traffico intenso nelle ore di punta. La forma aerodinamica e il peso ridotto agevolano i movimenti di guida fino a raggiungere i 30 km/h; inoltre la batteria ricaricabile in soli 45 minuti ne aumenta la frequenza d’uso.

Lo skateboard elettrico rappresenta ormai la nuova frontiera della mobilità sostenibile in città e con Paladin puoi noleggiarlo ad una cifra contenuta per scoprirne i numerosi vantaggi!

Ricetta del caffè freddo: facile, veloce e fresco

By on 23 May 2019 in Lifestyle

Sta arrivando la bella stagione e con il caldo è sempre più difficile continuare a bere un buon caffè bollente. All’alzarsi della temperatura esterna si può ovviare abbassando quella del caffè: il caffè freddo è una soluzione pratica e veloce per potersi gustare un buon caffè nonostante il caldo torrido. E’ una soluzione versatile che possiamo consumare sia al bar che a casa grazie all’aiuto di semplici ricette fai-da-te.

Caffè freddo fai-da-te

Per molti è difficile rinunciare all’espresso mattutino, ma una bella tazza di caffè freddo è un’alternativa valida per aumentarne le occasioni di consumo – a metà pomeriggio, dopo cena insieme ad amici – e prepararlo a casa, improvvisandosi barman, è una chance per mettersi alla prova e divertirsi. In alternativa al caffè shakerato servito nei bar, esistono varie ricette da replicare velocemente a casa dove l’ingrediente di base è lo stesso: il caffè.

caffè frullato

La ricetta base per tutti i giorni per chi ha poco tempo e vuole gustarsi un caffè post-pranzo

Ingredienti

  • 2 tazzine di caffè a temperatura ambiente
  • 4 cubetti di ghiaccio
  • zucchero a piacere

Cosa fare:

  • preparare il caffè – moka o espresso – e zuccherare a piacere
  • raffreddare il caffè a temperatura ambiente
  • mettere ghiaccio e caffè in un mixer e frullare per circa 15 secondi
  • versare in una tazzina e servire

Coppa caffè e panna

Una ricetta che si rende più golosa grazie all’aggiunta della panna e dei semi di vaniglia; la crema di whisky ne intensifica il sapore.

Ingredienti:

  • 250 ml di panna da montare
  • 200 ml di caffè – moka o espresso
  • zucchero
  • crema di whisky o semi di vaniglia a piacere

Cosa fare:

  • congelare la panna in cubetti
  • preparare il caffè e lasciarlo raffreddare
  • congelare il caffè in cubetti
  • frullare per pochi istanti in un frullatore cubetti di panna e di caffè in ugual numero e, se graditi, crema di whisky e semi di vaniglia
  • mescolare il contenuto fino ad ottenere una consistenza cremosa e servirlo

nuvola

La nuvola ricorda la crema di caffè servita nei bar, ma con pochi ingredienti possiamo replicarla e servirla agli ospiti dopo un pranzo o una cena.

Ingredienti:

  • caffè
  • ghiaccio
  • zucchero

Cosa fare:

  • preparare il caffè
  • aggiungere caffè, ghiaccio e zucchero in un mixer e frullare e montare
  • se gradito, aggiungere un topping (cioccolato, panna)

Elettrodomestici utili

Preparare un caffè freddo a casa è quindi una soluzione facile e veloce per rinfrescarsi in estate senza rinunciare al piacere dell’espresso: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una moka/macchinetta per l’espresso, caffè (o cialde), panna, ghiaccio e un frullatore. Il frullatore Blendtec Designer 750 garantisce un’estrema facilità d’uso grazie all’interfaccia touchscreen per selezionare i programmi preimpostati; la caraffa inclinata favorisce la miscelazione per un risparmio di tempo e costi e le lame temprate e forgiate a freddo per essere più resistenti sono smussate così da poter essere pulite in sicurezza e in modo semplice. Ora è il vostro turno, mettetevi alla prova!

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I migliori visori per immergersi nella realtà virtuale

By on 22 May 2019 in Lifestyle

La realtà virtuale(VR in inglese) è un’esperienza che affascina molte persone, non solo i giocatori. Esistono molti visori che consentono di immergersi nella realtà virtuale. A parte i classici HTC Vive ed Oculus Rift, la Sony Computer Entertainment ha messo in commercio nell’ottobre 2016 il visore PlayStation VR ad un prezzo inferiore e più competitivo rispetto i primi due, e dunque più alla portata di tutti. PlayStation VR è stato progettato per essere compatibile con la console per videogiochi PlayStation 4. Il successo è stato immediato: nel giugno dello stesso anno è stato superato il milione di vendite.

Le caratteristiche del visore PlayStation VR

PlayStation VR consente una visione a 360 gradi, per un’immersione totale nella realtà virtuale. I 120 fotogrammi al secondo consentono una grafica fluida ed una latenza ridotta (ovvero un minor tempo di attesa nella risposta della console). Lo schermo è OLED (cioè un display a colori in grado di emettere luce propria, a differenza dei classici schermi a cristalli liquidi) da 5,7 pollici e consente un’esperienza molto realistica. L’audio 3D consente una percezione distinta dei suoni provenienti da tutte le direzioni. Inoltre, è integrato anche il microfono.

Se la realtà virtuale vi affascina e volete provarla almeno una volta, su Paladin True è possibile noleggiare il visore PlayStation VR con il gioco PlayStation VR Worlds.

Come usare il visore Playstation VR

Per usare in modo corretto il visore Playstation VR bisogna seguire alcuni passaggi:

  • collegare il visore alla Playstation 4;
  • montare la Playstation Camera sopra il televisore;
  • associare al Playstation VR il controller Playstation Move.

Una volta effettuati questi passaggi, basta indossare il visore VR sulla propria testa; anche chi porta gli occhiali potrà indossarlo tranquillamente: tra lo schermo e gli occhi c’è infatti spazio a sufficienza per posizionare la montatura degli occhiali senza problemi. Non è possibile allontanarsi troppo dalla console durante il gioco in quanto il visore è pensato per essere utilizzato nel salotto di casa. Per uscire dalla realtà virtuale basta premere l’apposito pulsante ed il visore si allontanerà automaticamente dagli occhi.

Effetti negativi della realtà virtuale

Immergersi nella realtà virtuale è un’esperienza che incuriosisce gamers e non, ma può avere anche effetti negativi. La nausea da movimento è sicuramente uno dei principali effetti collaterali, effetto che può incorrere anche dopo aver utilizzato il visore solo per una decina di minuti. Chi si immerge nella realtà virtuale per o più di trenta minuti può accusare mal di testa o mal di collo; gli esperti consigliano infatti di fare una pausa di 15 minuti ogni 30 minuti di gioco.

Gli effetti negativi dipendono probabilmente dal fatto che gli occhi sono fermi a guardare un punto fisso, anche se gli oggetti presenti sullo schermo sono in movimento: questa condizione è definita conflitto di convergenza.

Per questo motivo è bene usare con coscienza questi visori.

dashboard cam

Dashbord: uno strumento utile per tutelarsi in auto

By on 21 May 2019 in Lifestyle

La DashboardCam è uno strumento innovativo che permette di registrare tutto quello che avviene all’interno della propria auto. Infatti guidare un auto è un’operazione che, se fatta con noncuranza, può mettere a rischio la salute sia dell’autista che degli eventuali passeggeri, ma anche di chi gravita in prossimità del mezzo.

In Italia si contano circa 39 milioni di autovetture in circolazione e ciò impone un particolare riguardo alle misure di sicurezza stradale. La sensibilizzazione verso le comuni norme di sicurezza stradale è un tema importante dato il crescente numero di vittime legato a disattenzioni e comportamenti vietati alla guida. Nonostante le iniziative promosse dal governo, i privati si sono attrezzati con dispositivi per autotutelarsi in caso di incidenti, come le Dashboard Cam, che registrano cosa accade in auto durante la guida.

Sicurezza stradale e non solo

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato fondi per il miglioramento del sistema stradale, parallelamente a campagne di comunicazione istituzionale volti a promuovere e consolidare una cultura della sicurezza stradale e che pongono al centro il rispetto della vita umana e dell’ambiente.

La tecnologia ha assunto ormai un ruolo primario nella vita quotidiana e viene applicata anche in ambito di controllo stradale, sia con mezzi istituzionali, che attraverso soluzioni gestibili in autonomia da privati. Le istituzioni controllano la sicurezza con dispositivi segnaletici per il monitoraggio e la regolazione della circolazione così da sanzionare eventuali infrazioni del codice stradale: autovelox e semafori photored sono i dispositivi più noti e sono utili principalmente al controllo dell’eccessiva velocità, ma ciò non basta.

Molti sinistri sono causati da comportamenti erronei degli automobilisti: primo fra tutti è l’uso dello smartphone al volante che compromette l’attenzione dell’autista. Anche una distrazione di pochi secondi può essere fatale: colpi di sonno e uso di alcol e droghe sono tra le altre cause che mettono in pericolo automobilisti e passeggeri. Il controllo esterno non è quindi sufficiente. Come si può tenere sotto controllo cosa accadde all’interno della macchina? Cosa succede un attimo prima dell’incidente? Una ricostruzione fedele dell’accaduto è possibile e ancora una volta lo sviluppo tecnologico ci viene in aiuto: cresce il fenomeno delle dashboard cam.

Dash Cam

Le dashboard cam sono dispositivi elettronici che si possono installare all’interno della propria auto – sul cruscotto o sullo specchietto retrovisore – in direzione di guida oppure verso l’abitacolo per monitorare, nel primo caso, cosa sta accadendo nell’ambiente circostante, nel secondo, cosa succede nell’abitacolo e cosa stanno facendo l’automobilista e gli eventuali passeggeri.

La telecamera registra e salva immagini/video in una memoria interna, con micro-SD estraibile. Dash cam di ultima generazione come la Kenwood DRV-830 sono dotate di un doppio slot micro-SD e hanno la possibilità di registrare fino a 50 ore di video e acquisire snapshot, per una capacità massima di 256 Gb. La risoluzione di questa telecamera, dotata di un ampio display da 3’’ con angolo di visione di 144 gradi, permette di registrare in full HD, in WQHAD e in qualsiasi condizione di luminosità esterna grazie alla tecnologia HDR. Il sistema di avvisi acustici della DRV-830 avvisa il conducente del rischio di collisione o di scavallamento dalla corsia e, in caso di incidente, il GPS integrato permette di registrare la posizione esatta del sinistro.

Lo scopo principale di una dashboard cam, o DVR auto, è quello di registrare tutto quello che succede sia all’interno che all’esterno della macchina così da fornire una prova concreta di quello che è realmente accaduto. I privati in possesso di dashboard camera hanno un mezzo alternativo e di supporto alle assicurazioni auto per tutelarsi in caso di sinistro stradale dimostrando le vere cause dell’incidente.